Quei due bambini che al mercato Tiziano comprò

Quei due bambini che al mercato Tiziano comprò

2022-03-03 0 Di   Anchise   In   Schifamondo   

” Comprendiamo e accettiamo la curiosità che regna intorno a noi, ma vi chiediamo di rispettare la riservatezza “

Tiziano Ferro

Sembrerebbe una buona didascalia per l’immagine di cui sopra, dove un esemplare maschio di Panthera Leo appare intento ad una accurata nonché pubblica pulizia della propria natura. Poco si discosta infatti dal contesto in cui è stata pronunciata: un esemplare maschio di Homo Sapiens che invece è dedito a qualcosa di certamente non naturale e di pessimamente culturale, ovvero l’acquisto di due altri esemplari della sua specie da parte di Tiziano Ferro e del suo convivente. Tratta degli schiavi? No, utero in affitto. O meglio , è tratta degli schiavi, tipicamente di donne del Terzo Mondo costrette alla gestazione surrogata, la si chiami come si vuole. Il nocciolo del meccanismo è già stato ampiamente discusso in altri nostri articoli, dunque non ci dilungheremo a raccontarlo nuovamente in questa sede.

Né ci strapperemo le vesti per il benessere e l’integrità psichica dei due bambini cresciuti senza madre, non per accidente ma per pianificazione. Non lo faremo semplicemente perché tali vesti le abbiamo già da tempo lacerate.

Ciò che lascia di stucco non è purtroppo che pochi trafficanti lucrino su questo mercato, né che pochi facoltosi si tolgano lo sfizio della genitorialità ad ogni costo. Ciò che suscita sentimento è che *molti* plaudano a questi secondi, facendo per di più finta che i primi non esistano, che tutto avvenga per volontariato, che vi siano pie donne ansiose di affrontare gravidanze alla bisogna, pro bono, per la gloria ed una pacca sulla spalla da parte del committente.

Non è così invece, e sono in pochi ad avere il coraggio di affermare una realtà molto molto chiara, addirittura cristallina. Un esempio? Le femministe, quelle vere, mica la vulgata instagrammoide che ci sciupa gli organi sensoriali. Pare che siamo in buona compagnia.